La delocalizzazione delle imprese italiane
Le imprese italiane, negli ultimi anni, hanno scelto di delocalizzare le proprie attività e ciò ha determinato una serie di effetti che andiamo a considerare.
E’ accaduto, infatti, che la produzione delle imprese si sia scomposta e frammentata e parti significative dei processi produttivi siano state trasferite, rapidamente, in paesi stranieri così da ridisegnare la struttura delle relazioni economiche internazionali.
Sappiamo bene che, oggigiorno, le scarpe sportive e le giacche imbottite siano prodotte in Cina, le camicie e i pantaloni in Romania, molti componenti per le automobili nei paesi dell'Europa orientale e i computer a Taiwan. Cina e India, d’altronde, offrono servizi ad alto valore aggiunto alle imprese del mondo occidentale e aprono alla produzione nuovi mercati, di grandissime dimensioni e in rapida crescita.
Le scelte di delocalizzazione, comunque, non rappresentano una novità per le imprese capitalistiche che, nel corso della storia, hanno spesso cercato all'estero risorse e bassi costi che non avevano a disposizione in patria.
Con riferimento alle imprese tricolori, è innegabile la varietà, la difficoltà e la complessità delle relazioni che governano le riorganizzazioni delle catene produttive. |