IMPRESATV.NET - il canale delle imprese italiane nel mondo
assolombarda UniCredit Group
tg news dalle imprese economia & imprese focus attualità profili & carriere
le associazioni
il sole 24ore - l'impresa
real estate web tv
adpepper

Gli swap per le PMI: le criticità

Il rapporto tra Piccole e Medie Imprese (PMI) e strumenti finanziari derivati è, sicuramente, complesso.
i derivati, se usati bene e acquistati con coscienza, servono a scongiurare perdite, non a causarle.
Come ci ricorda Pasquale Scordino, la parola d’ordine per un utilizzo consapevole dei derivati è la negoziazione: i derivati sono, spesso, contratti bilaterali che non hanno niente a che fare con un mercato regolamentato. La maggior parte delle volte, il soggetto, che ha dato in prestito denaro all'azienda, è il medesimo che ha svelato alla stessa azienda il modo per evitare di farsi pagare di più, ma sempre a pagamento.
Non si può, dunque, accettare di entrare in una posizione long su derivati per fini di copertura alla cieca: una regola d’oro per le PMI, sempre seguendo le indicazioni di Scordino, consiste nel diffidare dai pacchetti confezionati su misura, perché solo l’impresa stessa può conoscere le sue misure e sapere quanto è disposta a pagare. Per orientarsi in tale mondo, Scordino ci fornisce alcune semplici regole da tenere assolutamente presenti:

    1. Nozionale e scadenza del derivato non devono essere superiori a quelle del finanziamento: nel caso di uno swap, gli interessi ricevuti dalla banca devono seguire lo stesso andamento di quelli che si pagano sul finanziamento, tenuto conto, inoltre, del fatto che non si dovrebbe scegliere un contratto in cui l'esposizione a variazioni negative sia sproporzionata rispetto al caso contrario.
    1. Attenzione ai derivati composti, chiamati embedded derivatives, contenenti al loro interno altri prodotti: con uno swap normale, 'impresa può decidere di pagare un tasso fisso, calcolato in base allo stesso nominale del fido, in cambio di un tasso variabile, corrisposto dalla banca, calcolato sempre sul medesimo nominale e indicizzato ai tassi di mercato. Spesso, tuttavia, non è stato così: l’imprenditore si trovava ad aver sottoscritto un prodotto che aveva delle barriere di attivazione. Prima di quella soglia, in pratica, il contratto oneroso non serviva a nulla.

Nonostante i problemi che, spesso, sono stati connessi a tale tipo di contratti, lo swap continua, tuttavia, a dominare sull'83%o delle negoziazioni a termine delle valute e sull'82% delle transazioni del mercato dei tassi di interesse, secondo i dati rilevati dall’indagine triennale, condotta dall'Ufficio italiano cambi, su commissione della Banca dei regolamenti internazionali.

IMPRESATV.NET è un progetto Centodieci srl - Via Legnano, 8 20121 Milano - P.IVA: 05859970963
T. 02 46514726 - F. 02 48105004 - E. info@impresatv.net